Note brasiliane: Tra Natal e João Pessoa

João Pessoa e Natal stanno una sotto l’altra sulla costa più ad est del continente: come la fodera e il paltò. Così vicine ma anche così lontane. Appena due ore d’autostrada, bellissima e pericolosissima: Palmizi, branchi pascolano, incroci di fiumi seguiti dal volo regolare di uccelli variopinti, passeri di fuoco. Villaggi con piste bianche, case colorate di verde, celeste e giallo. Chioschi con ananas appesi, blindati da file precise di noci di cocco.- tutte immagini che distraggono il guidatore, come l’apparire improvviso, dopo un canneto, della luna piena tra le palme -.

read more

O lado di lá: 3% su Netflix

Paulo Prado apre il suo “Retrato do Brasil – Ensaio sobre a tristeza brasileira” – libro scritto tra il 1926 e il 1928 -, imputando la tristezza del Paese ad un elemento distintivo importato dai suoi scopritori europei. Nel saggio l’autore ci dice che si sommano a questo elemento due fattori determinati, che hanno accompagnato quello stupro, e che non sono generatori d’allegria: la cupidigia dovuta allo sconvolgente sfruttamento dei giacimenti auriferi e la sensualità sfrenata.
Ma la tristezza ci rimanda anche al seme fecondato in questa terra infinita e fertile: la morte dei valori rinascimentali che appartengono alla genesi della nazione. Il Brasile non ha avuto il tempo d’essere primitivo, è passato dalle chiese barocche ai grattacieli di San Paolo, che adesso punteggiano tutto il Paese, naturalmente, giusto per soluzione di incontrollabile continuità.

read more

Renzi e Grillo Signori di una nuova Chiesa

Il mio amico Roberto Fai ha definito i militanti del PD di Renzi un gruppo che il premier ha provato a deformare in fedeli adepti di una setta. Da tempo pensavo che il limite di Berlusconi prima e di Renzi poi sia relativo ad una dottrina lacunosa e improvvisata. Non hanno investito in questo spirito di coesione e si sono affidati solo al cemento temporaneo ed effimero della comunicazione televisiva pensando – sbagliando – che fosse la stessa cosa della radio ai tempi di Mussolini e Hitler. Non capendo che quell’epoca di grande stravolgimento si basava su di un mezzo che era ad alto contenuto informativo, e che creava un rapporto intimo con il capo, consolidato da una solida dottrina che portava l’adepto fin dentro i meandri segreti della “causa”.

read more