Gli animali in Brasile sono i veri padroni di casa. Un jacaré – una specie di enorme coccodrillo che vive nelle parti fangose dei fiumi del nord est brasiliano – fu trovato a passeggiare sotto casa, vicino dove abito io, da due signore di mezza età allibite. Era uno splendido esemplare di più di settanta chili e lungo tre metri. Le eccessive piogge del mese passato avevano sconvolto il letto del fiumiciattolo che taglia la città tra il centro storico e la via che porta alle spiagge. La bestiola disturbata da tutto questo stravolgimento dei fanghi, stava cercando un posto comodo dove pisolare. Con l’aria assolutamente soddisfatta e satolla, era come se osservasse le due signore angosciate un po’ stupito. Incontri di questo tipo sono molto frequenti. A volte un jacaré, oppure le scimmiette che spuntano di sorpresa tra gli alberi sotto casa, oppure appese ai cavi della luce. O una seducente iguana, che tenta a mimetizzarsi col grigio dell’asfalto. Prova che la natura, nonostante tutto, va sempre avanti e se ne fotte di noi.

Da qualche anno sento poi costantemente il canto di un uccello, molto comune da queste parti: un Bem-te-vi, che è un passero canterino dalla bella pancia gialla e le piume verde scuro. Per mesi ha sempre tenuto una nota lunga con una intonazione che sembrasse comunicare un sentimento tra la tristezza e la sorpresa. Come se dicesse col suo fischiare: – come sono triste e solo, ma come mai è possibile? -.
Da qualche mese, ovviamente non potrò mai sapere se l’uccellino è sempre lo stesso, lo vedo volare in trio con altri due. Prende adesso un canto composto da tre note frizzanti, che sembrano comunicare un pensiero ironico, una risata. Come se dicesse: – adesso che non sto più solo ho capito com’era possibile che io lo sia stato.- E poi una bella risata.

Colletivo animale brasiliano