Non riesco nemmeno ad immaginare quanti libri avrà venduto il sociologo anglo-polacco tra il numeroso pubblico che si scatena nel necrologio. Del resto facebook sarà pure il piacere senza rischio, ma è prima ancora una grande tomba dove l’epitaffio sovrasta e trionfa. (Per inciso ho notato, con un certo stupito brivido, alcuni amici defunti continuare a postare: saranno i congiunti ad usare lo status del de-cuius per rinnovare in questo rito neo-tribale la sua memoria. Pratica che mi pone dubbi di gusto e anche legali).

Io ho provato a leggere Bauman e ho desistito, trovandolo noioso. Mi era successo prima con Saramago e sempre con Magris. Vi sono libri che apro e richiudo quasi subito, altri che mi fanno svegliare i diavoli piromani: Bauman appartiene alla prima categoria, Magris alla seconda. Per il polacco quindi non sono nemmeno nella condizione di redarguirvi e spingervi a leggerlo prima di epitaffiare, visto che io stesso non mi sogno nemmeno di farlo. Anche se in realtà si tessono necrologi, si dovrebbe pur sapere di che si sta parlando.

Magris in alto mare.
Incontrai un rifugiato poeta, spiaggiato in Sicília dall’Africa. Con orgoglio mi mostrava un libro di Magris salvato dal suo naufragio. Non mi sono sentito di dirgli nulla. Che cosa sciocca rischiare la vita per uno scrittore così.

Bye bye Bauman